Disturbi Specifici e difficoltà generiche nell’ apprendimento scolastico.

Il disturbo specifico (disgrafia, disortografia, dislessia, discalculia) si presenta
in genere come una difficoltà specifica isolata, in contrasto quindi con il livello
scolastico globale, in un quadro di sviluppo intellettivo normale e in assenza
di deficit sensoriali.
Non si può escludere l’esistenza di possibili connessioni tra un disturbo e
l’altro: una disgrafia può, alle volte, provocare una disortografia, o viceversa.
Tali disturbi si distinguono dalle difficoltà generiche di apprendimento (nella
lettura, scrittura, calcolo) in quanto queste presentano un quadro di minore
gravità ed hanno un carattere transitorio, ossia possono scomparire assai
rapidamente nell’ambito delle normali attività scolastiche, o in un contesto
terapeutico volto al sostegno e recupero di alcune abilità deficitarie.


Tale distinzione appare opportuna per chiarire diffusi ingiustificati allarmismi
dovuti all’effetto di frettolose volgarizzazioni presentate in libri, periodici e film.
Non è raro oggi sentire insegnanti e genitori affermare di fronte ai primi
insuccessi scolastici: “Questo ragazzo è un dislessico!” espressione carica di
timori e spesso non chiara in ordine alle cause e alla portata del fenomeno.
Le difficoltà generiche sono quasi sempre riscontrabili ad una insufficiente
esperienza, quantitativa e qualitativa, in certe attività che sono indispensabili
per la preparazione agli apprendimenti strumentali, ossia al momento
dell’approccio alla scrittura, alla lettura, al calcolo, non sono presenti tutti i
pre-requisiti. Quindi non siamo di fronte a disturbi funzionali originari, ma
sono gli effetti di esercitazioni mancate o limitate.
Mentre il disturbo specifico si ritrova anche quando un alunno ha potuto
compiere normali esperienze in tutti i campi. Quindi si parla di una mancata
individuazione precoce di deficit funzionali (di natura percettiva, cognitiva,
espressiva, motoria….). Queste lacune si rivelano invece nelle prestazioni in
cui la piena efficienza di certe funzioni è assolutamente indispensabile.
Tutto questo dimostra l’importanza della prevenzione. Sarebbe opportuno
svolgere indagini accurate fin dagli asili-nido e nelle scuole materne per
seguire il processo di sviluppo di tutte le fondamentali funzioni cognitive.
Il disturbo specifico, dovunque e comunque si presenti, deve essere
affrontato con trattamenti “ad hoc”, con interventi di tipo individuale , e sulla
base di una puntuale precisazione diagnostica e secondo schemi di lavoro
bene precisi, per ottenere risultati a medio e lungo termine.
Infatti, gli interventi a carattere specialistico non possono sostituire l’opera
dell’insegnante di classe, ma dovrebbero sostenerla e integrarla. Del resto i
controlli stessi degli effetti dell’ operazione di recupero non si possono
effettuare pienamente nell’ambiente scolastico.
Sotto il profilo psico-pedagogico l’intervento parte dalla considerazione che
l’alunno con disturbo specifico non ha fatto, per varie ragioni, un uso normale
e corretto di determinate funzioni, il cui perfezionamento è condizione
indispensabile per affrontare con successo l’apprendimento scolastico.
Come già affermato, il soggetto con disturbo specifico necessita di un
intervento specialistico, in quanto, difficilmente , il recupero effettuato in
ambito scolastico può da solo, rimuovere le difficoltà.
Ogni percorso terapeutico deve essere personalizzato in relazione alle
caratteristiche psicologiche del soggetto, agli ambiti di competenza,
potenzialità e difficoltà riscontrati, ai tempi di attenzione, ai livelli motivazionali
e di meta cognizione individuati.
Il programma di recupero può essere suddiviso in due itinerari che devono
essere portati avanti parallelamente:
- itinerario relativo alle competenze di base
- itinerario specifico per la lettura, scrittura e calcolo
Il primo itinerario è finalizzato alla riduzione delle lacune riscontrate nelle
capacità di base; il secondo ha lo scopo di promuovere la conquista di
capacità di lettura e scrittura più adeguate.
È molto importante che i due itinerari siano proposti parallelamente e con
gradualità, per evitare di rimandare nel tempo la conquista di quelle capacità
di lettura e scrittura che possono gratificare il bambino.
Quest’ultimo dovrà essere informato circa il lavoro da svolgere, dovrà
conoscere gli obiettivi che dovranno essere raggiunti, così in questo gli sarà
possibile essere protagonista e al tempo stesso osservatore dei propri
processi di apprendimento.

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