Disturbi Specifici e difficoltà generiche nell’ apprendimento scolastico.

Il disturbo specifico (disgrafia, disortografia, dislessia, discalculia) si presenta
in genere come una difficoltà specifica isolata, in contrasto quindi con il livello
scolastico globale, in un quadro di sviluppo intellettivo normale e in assenza
di deficit sensoriali.
Non si può escludere l’esistenza di possibili connessioni tra un disturbo e
l’altro: una disgrafia può, alle volte, provocare una disortografia, o viceversa.
Tali disturbi si distinguono dalle difficoltà generiche di apprendimento (nella
lettura, scrittura, calcolo) in quanto queste presentano un quadro di minore
gravità ed hanno un carattere transitorio, ossia possono scomparire assai
rapidamente nell’ambito delle normali attività scolastiche, o in un contesto
terapeutico volto al sostegno e recupero di alcune abilità deficitarie.

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AUTISMO E DIAGNOSI PRECOCE

AUTISMO E DIAGNOSI PRECOCE


I Disturbi dello Spettro Autistico vengono considerati come un gruppo diversificato di disturbi di natura neuropsichiatrica ad esordio in età evolutiva, con notevoli differenze da soggetto a soggetto e  con variazioni delle caratteristiche nello stesso soggetto col passare del tempo.
Nel DSM V (quinta edizione del manuale diagnostico delle malattie mentali) vengono considerati due macrocriteri diagnostici per i Disturbi dello Spettro Autistico: 1) l'interazione e la comunicazione sociale; 2) il repertorio di attività e di interessi. 

La compromissione di tali componenti può far sospettare la presenza di un disturbo di questo tipo.                                                                             
I primi segnali di allarme possono essere evidenti già nel primo anno di vita e riguardano in particolare l'interazione sociale. Spesso, infatti, i genitori segnalano problemi nel contatto occhi-occhi, ovvero non riescono ad interagire con il proprio figlio attraverso uno sguardo reciproco e lamentano piuttosto uno sguardo assente.
Possono essere frequenti, in questo periodo di vita, anche delle atipicità nelle posture del corpo. Capita infatti che i  genitori abbiano difficoltà a tenere in braccio i propri figli perché questi si dimenano. Questo è un tipico esempio di evitamento del contatto fisico e di una difficoltà, da parte del bambino, nell'adattarsi all'altro (disturbo del dialogo tonico). In alcuni bambini sono evidenti le anomalie riguardanti le espressioni facciali. È possibile infatti notare l'assenza di alcune espressioni, come ad esempio il sorriso, o la presenza di alcune espressioni che non sono però aderenti al contesto (ad es. crisi di pianto immotivate). 

Con il passare del tempo tali compromissioni possono essere sempre più evidenti, soprattutto perché il bambino si trova di fronte a delle richieste ambientali più complesse che superano le sue capacità. Pensiamo alle difficoltà che il bambino prova nell'inserirsi nel gruppo e nell'adattarsi alle sue attività.
È essenziale, quindi, che le figure che ruotano intorno ai bambini (pediatri, familiari, ecc...) individuino i comportamenti anomali del proprio figlio già in età precoce, di modo che possano rivolgersi tempestivamente alle figure specializzate nel settore.

 Una prima valutazione può essere effettuata già dopo i 12 mesi, soprattutto se ci troviamo di fronte ad un autismo di entità grave, mentre per le forme lievi i sintomi possono essere visibili anche dopo i 24 mesi. 

E’ fondamentale intervenire precocemente per modificare i comportamenti disadattivi del bambino e renderli funzionali al contesto di appartenenza. Facendo questo si riesce a lavorare su diverse abilità del bambino come ad esempio lo sviluppo delle autonomie (sapersi lavare, vestire ecc.), sull'alimentazione (selettività alimentare), la componente emotiva (autoregolazione emotiva, educazione alle emozioni), la componente comunicativa ecc.

Con gli interventi specializzati (psico-educativi, psicoterapeutici, farmacologici, ecc..) si riuscirà a migliorare la qualità di vita del bambino e, di conseguenza, ad alleviare le problematiche genitoriali nell'affrontare il percorso di crescita del figlio. 

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